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L’uomo: una specie giovane, crisi della visione dominante

Rispetto alla vita del pianeta, l’uomo rappresenta una specie molto giovane. Per gli studiosi “gaiani” può essere visto come uno dei tanti “esperimenti” compiuti da Gaia, con il quale potrà sperimentare l’effetto di un animale dotato di un grande cervello. Se osserviamo l’uomo come una tra le tante specie si può dedurre che l’esperimento possa funzionare oppure no, cioè che la nostra specie possa continuare a evolvere integrandosi armonicamente con le altre specie e con la materia inorganica presenti sul pianeta (possiamo chiamarla situazione di sostenibilità), oppure possa estinguersi come è accaduto svariate volte per altre specie. Paradossalmente oggi sono proprio le conquiste scientifiche e tecnologiche, dovute a un approccio meccanicista e di dominazione della natura, che ci permettono di sviluppare teorie come quella di Gaia. Questa teoria ci obbliga, attraverso un’attenta osservazione della natura e della sua storia, a mettere seriamente in discussione il pensiero dominante occidentale. Da questa prospettiva osserviamo che tra le diverse specie che in passato hanno provocato dei “problemi” alla vita di Gaia, la nostra è l’unica in grado di prendersi la “responsabilità”, nel senso che ha la capacità di tentare di comprendere e di risolvere i problemi di cui è causa. Il modo in cui può cercare delle soluzioni viene, per esempio, offerto dagli studi dei biologi evoluzionisti che ci mostrano come le grandi situazioni di crisi che hanno visto coinvolte altre specie, siano state risolte attraverso un approccio cooperativo. Questo è avvenuto nel processo di evoluzione dei batteri in protisti, oppure quello che dai protisti ha portato a organismi pluricellulari. Quelli che inizialmente erano individui “indipendenti”, nella nuova struttura evolutiva a cui hanno dato origine, stabiliscono tra loro una relazione di cooperazione. In realtà possiamo osservare che nessun organismo in natura può essere completamente indipendente. Tale regola vale per un batterio, per una cellula eucariote, per un organismo, per una società e per un intero ecosistema. Ogni essere è parte di un essere più grande, da cui dipende inevitabilmente ogni suo comportamento biologico e chimico-fisico. In generale, la vita in evoluzione sulla Terra mostra un’intricata rete di mutua interdipendenza cooperativa. Questa è chiaramente osservabile nel corpo umano dove le cellule si assemblano e si coordinano tra loro per formare in modo funzionale i tessuti, gli organi e l’organismo stesso.

A cura di Alice Benessia, Maria Bucci, Simone Contu, Vincenzo Guarnieri.


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