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L’Impronta Ecologica

L’Impronta Ecologica (Ecological Footprint) è forse l’indicatore che meglio si presta ad un uso di tipo divulgativo. I risultati che essa esprime, basati su solide basi matematiche e assunzioni scientifiche, sono però facilmente comprensibili anche da parte di un pubblico non esperto. L’impronta ecologica stima l’impatto che una popolazione esercita sull’ambiente con i propri consumi, quantificando l’area totale di ecosistemi terrestri e acquatici necessari per fornire, in modo sostenibile, tutte le risorse utilizzate, e per assorbire, sempre in modo sostenibile, le emissioni prodotte. Ciò equivale a dire che, in maniera sintetica, definisce la porzione di territorio necessaria a sostenere un determinato stile di vita, un particolare bene o l’economia di una nazione; raffrontata alla capacità di carico1 ed alla biocapacità2 è un utile indicatore dello stato di pressione antropica sugli ecosistemi.

E’ stata messa a punto da Wackernagel e Rees a partire dalla metà degli anni ’90 e ad oggi è promossa e implementata nella sua parte scientifica da parte del Global Footprint Network, organizzazione che include fra i suoi membri oltre agli ideatori alcuni ricercatori che a livello mondiale l’hanno sviluppata ed implementata nel corso degli anni. E’ anche uno dei 2 indicatori attraverso i quali il WWF, all’interno del Living Placet Report emesso con cadenza biennale, monitora lo stato di salute del nostro pianeta.

I risultati più recenti (riferiti al 2005) mostrano come a fronte di una disponibilità di biocapacità media mondiale pari a 2,1 gha/cap (global hectare, unità di misura caratteristica dell’ecological footprint), l’impronta media mondiale è pari a 2,7 gha/cap, variando da massimi superiori a 9 gha/cap nei paesi ricchi (USA, Unione Europea, Australia, Canada) sino a minimi inferiori a 1 gha/cap (paesi del terzo mondo). Emerge in maniera chiara l’eccessivo carico antropico sull’ecosistema Terra (impronta media superiore alla biocapacità) ed il forte squilibrio di impatti e di appropriazione delle risorse presente a livello mondiale (grandi differenze fra paesi “ricchi” e paesi “poveri”).

A cura di Alice Benessia, Maria Bucci, Simone Contu, Vincenzo Guarnieri.

1 il carico massimo esercitato dalla popolazione di una certa specie che un determinato territorio può sopportare senza compromettere la sua produttività

2 l’insieme dei servizi ecologici erogati dagli ecosistemi locali, stimata attraverso la quantificazione dela superficie dei terreni ecologicamente produttivi che sono presenti al’interno della regione in esame