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Privatizzazione degli acquedotti pubblici

Un’altra modalità di sfruttamento dell’acqua come bene commerciale è quello della privatizzazione dei servizi delle infrastrutture di erogazione di acqua potabile, ovvero dell’acquisto da parte di imprese private, spesso multinazionali, dei diritti sulle forniture idriche.

Il meccanismo della privatizzazione si fonda, nella prospettiva degli organismi transnazionali del mercato globale, sulla presunta maggior efficacia della gestione privata in termini di efficienza e di modernizzazione.

Il risultato netto è tuttavia spesso quello di rendere i servizi di copertura idrica economicamente inaccessibili ai meno abbienti, privando di un diritto fondamentale, l’accesso all’acqua potabile, intere popolazioni1.

A cura di Alice Benessia, Maria Bucci, Simone Contu, Vincenzo Guarnieri.

1 La pressione economica per l’utilizzo dell’acqua potabile spesso sfocia in vere e proprie lotte di resistenza alla privatizzazione, come nel caso emblematico di Cochabamba in Bolivia, poi seguito da Soweto in Sud Africa, Jackarta in Indonesia, Manila nelle Filippine. I successi nel passare nuovamente ad una gestione pubblica e le strategie migliori da seguire sono raccolti nel sito: http://www.remunicipalisation.org/ .


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