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Riduzione dei flussi, ecoefficienza ed effetto rimbalzo

L’ecoefficienza è uno dei principali obiettivi delle attuali strategie finalizzate alla riduzione dei flussi di materia ed energia. E’ abbastanza diffusa la convinzione che l’ingegno umano sarà in grado di fornire le soluzioni ottimali per affrontare e superare la crisi energetica in corso attraverso soluzioni tecnologiche avanzate e risolutorie. Ciò non sempre si è dimostrato vero, non tanto nel senso dell’avanzamento tecnologico che indubbiamente ha fatto enormi progressi dalla rivoluzione industriale in avanti, grazie anche e soprattutto alla disponibilità energetica elevatissima e a basso costo, quanto soprattutto ad effetti concatenati allo sviluppo tecnologico di carattere più socio-comportamentale dell’uomo moderno. Da molti anni si studiano ormai fenomeni come il cosiddetto rebound effect, o effetto rimbalzo, in seguito ai quali i miglioramenti tecnologici in grado di garantire ottimi risultati dal punto di vista dell’ecoefficienza sono annullati da un aumento incontrollato dei consumi energetici conseguenti. Questa situazione, quindi, oltre a non garantire la riduzione dei consumi complessivi, fa sì che il consumatore energetico medio tenda ad aumentare gli standard di consumo precedentemente raggiunti. Volendo fare un esempio, è come se, entrando in possesso di un’autovettura in grado di percorrere il doppio dei km con un litro di carburante, ci sentissimo autorizzati a quadruplicare i km mediamente percorsi sino a quel momento, fatto questo che sicuramente non aiuterebbe l’ambiente in termini di consumo di combustibili e produzione di inquinamento ma nemmeno le nostre finanze, rendendoci necessario il doppio dei rifornimenti di carburante.

In una strategia di riduzione dei flussi energetici, così come in ogni circostanza economica, sociale o ambientale, la miglior soluzione possibile è avviarsi, in maniera consapevole e controllata, verso stili di vita maggiormente parsimoniosi. Il primo passo da compiere consiste nella valutazione degli aspetti irrinunciabili e nell’individuazione delle forme di spreco/surplus presenti sulle quali andare ad agire in prima battuta per una transizione efficace.

Sono presenti ormai molti studi scientifici che hanno quantificato i fattori di riduzione raggiungibili senza compromettere lo stile di vita ormai proprio dei paesi “sviluppati”. Fra tutti citiamo lo studio realizzato da von Weizsacker, Lovins e Lovins, nel quale si ipotizza la riduzione del 75% dei consumi energetici semplicemente ottimizzando i sistemi di produzione e consumo presenti. Ma questo è solo un esempio e in letteratura, così come sul web, troviamo moltissimi materiali e studi in grado di suggerire ad ognuno di noi la via da percorrere per diventare un consumatore energetico efficiente.

A cura di Alice Benessia, Maria Bucci, Simone Contu, Vincenzo Guarnieri.


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