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Vulnerabilità

Con il concetto di ‘vulnerabilità’ (vulnerability), Jasanoff evidenzia la necessità di aprire la discussione pubblica sui modi in cui gli individui e le popolazioni sono classificati in gruppi, a seconda della loro esposizione ai rischi. La grande narrazione moderna della conoscenza scientifica come lente privilegiata implica una classificazione basata essenzialmente sui dati biomedici e su schemi interpretativi monocausali, quali la predisposizione genetica, il genere e l’età, trascurando i fattori socio-economici quali la storia, la collocazione geografica, il grado di correlazione con l’ambiente sociale e naturale. Un tipico caso di questa strategia di riduzione, con notevoli implicazioni politico-normative, è la classificazione delle persone in base al rischio di morire di malaria, basata per lo più sull’età ed il genere, e non sui fattori politici e socio-ambientali quali l’accesso primario al cibo, all’acqua pulita e al trattamento medico gratuito. Tale classificazione implica un inquadramento del problema della malaria di tipo monocausale, nel quale è la zanzara il nemico (unico) da battere. La controversa decisione, nel 2006, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di riaprire le porte al DDT1 come strumento di lotta alla malaria nei paesi del Sud globale, è fondata proprio su tale prospettiva2.

1 Letale per il sistema nervoso degli insetti, il DDT è in grado di depositarsi negli organismi complessi attraverso la catena alimentare, di accumularsi in quantità attraverso un fenomeno noto come ‘bio-amplificazione’, e di rimanervi per lungo tempo, interferendo con il sistema endocrino e riproduttivo e favorendo alcuni tipi di cancro. Nella Convenzione di Stoccolma, ratificata nel 2001 da 149 paesi ed entrata in vigore nel 2004, il DDT è stato inserito nella lista dei dodici inquinanti organici persistenti (Persistant Organic Pollutants POP) da eliminare. Fra gli anni settanta e gli anni ottanta il bando si estende a tutti i paesi europei: iniziano Norvegia e Svezia nel 1970 e termina il Regno Unito nel 1984. In Italia è introdotto nel 1972. L’utilizzo del pesticida resta confinato al controllo vettoriale antimalarico, fintanto che non si sviluppino metodi di controllo integrato adeguati.

2 Si veda a tal proposito l’articolo sul New York Times del settembre 2006: Dugger C. W., WHO supports wider use of DDT vs. malaria.

A cura di Alice Benessia, Maria Bucci, Simone Contu, Vincenzo Guarnieri.


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