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Situazione attuale e scenari futuri

Quali tipi di sistemi socio-ecologici si trovano oggi sul pianeta? Dal momento che le grandi transizioni non hanno riguardato tutte le civiltà, attualmente coesistono tutte e tre le forme di sistema socio-ecologico. Le società di cacciatori-raccoglitori ancora esistenti rappresentano una piccola percentuale della popolazione mondiale (si pensi ai Pigmei e ai Boscimani in Africa o alle comunità Indios in America), mentre la grande maggioranza si trova in un sistema di tipo agrario che si sta avviando, in tempi e modi diversi, verso il processo di transizione verso un sistema industriale (si tratta del fenomeno definito “sviluppo” che coinvolge i cosiddetti paesi “in via di sviluppo”). Le società industrializzate rappresentano, quindi, una minoranza, ma grazie alla globalizzazione le caratteristiche tipiche del loro profilo metabolico vengono diffuse rapidamente ovunque. In questa dinamica, paesi densamente popolati come India e Cina, stanno inesorabilmente abbandonando la loro natura prevalentemente agricola per adottare un sistema energetico basato sull’uso dei combustibili fossili. Se tutti i paesi in via di sviluppo completassero la loro transizione ci sarebbe un enorme aumento dei flussi di materia ed energia che attraverserebbero il pianeta. Dalle stime realizzate con le metodologie di contabilità ambientale è stato calcolato che anche se i paesi industralizzati adottassero delle politiche di ecoefficienza “virtuose”, in grado di raggiungere una riduzione del 30% dei loro consumi, e se tutti i paesi in via di sviluppo raggiungessero questo livello “virtuoso” al termine della loro transizione industriale, nel 2050 la richiesta di energia aumenterebbe del 360%, mentre le richiesta di materia del 310%, rispetto ad oggi. Questi dati tengono conto di una stima delle Nazioni Unite secondo la quale per quella data la popolazione mondiale raggiungerà 8,5 miliardi di persone (Krausmann 2008).

Vista da una prospettiva globale, la specie umana vive ancora prevalentemente in un sistema socio-ecologico agrario, in funzione da millenni, basato su un sistema energetico che impiega l’energia solare contenuta dalle biomasse. Tale sistema ha iniziato da circa due secoli a trasformarsi in un nuovo sistema industriale caratterizzato dall’impiego dell’energia fossile e dalla sua insostenibilità a lungo termine. Oggi tale transizione è ancora in corso, le dinamiche con la quale avviene cambiano rapidamente con il tempo e la disponibilità di combustibili fossili è compromessa. Questi elementi inducono a pensare che il sistema industriale che definisce la civiltà fossile non rappresenti affatto il punto di arrivo della transizione in corso, perché non è caratterizzato da una situazione di stabilità, ma ne rappresenti piuttosto una fase intermedia. La transizione terminerà soltanto con una situazione di stabilità che nel peggiore dei casi consiste nel collasso, mentre nel più auspicabile in un sistema socio-ecologico alla cui base si individuerà un sistema energetico sostenibile.

A cura di Alice Benessia, Maria Bucci, Simone Contu, Vincenzo Guarnieri.


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